Il mare d’inverno è sempre una sorpresa: la sua forza dirompente ridisegna la battigia con l’entusiasmo di chi cerca costantemente il rinnovamento, mentre il vento freddo aggiunge pennellate di grigio su un blu che resta però vivo nella percezione di chi sa vedere la bellezza sotto la superficie. Di certo Rosy e Simone condividono il carattere tenace e la fantasia creativa delle onde in burrasca e non hanno nessun timore a riconoscere lo splendore sotto la patina della banalità: questo fa di loro due ottimi progettisti, nella loro comune professione di geometri, ma anche due persone sensibili alla bellezza, non solo quella estetica, ma soprattutto quella che risiede nel profondo, nelle fondamenta stabili, negli affetti più cari, in un progetto di vita ben solido.
Per il loro matrimonio hanno scelto la Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, cuore pulsante del borgo medievale della città di Nettuno, adornata con rami di ulivo, simbolo universale di pace, ma anche di rinnovamento, stabilità, tenacia. Dopo qualche foto nei vicoli circostanti, insieme ai loro amati compagni di vita a quattro zampe – gli sposi hanno accolto amici e parenti a Palazzo Brancaccio a Roma. Avvolti dalle armonie di un quartetto d’archi, ci siamo potuti immergere nell’atmosfera romantica ed eterna del barocco romano.
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